Un significato soggettivo e in evoluzione

Se c’è un’espressione che sintetizza l’aspirazione di molti, è “qualità di vita”. Ma cosa significa davvero? La risposta è soggettiva, ciascuno ha della ‘qualità di vita’ una concezione personale, in base alle propria storia, ai propri valori e inclinazioni.

Per me, ad esempio, ha significato lasciare la grande città in cui sono nata e vissuta per trasferirmi con la famiglia in una piccola e tranquilla località sul lago, in un luogo di grande bellezza naturale, in una comunità che ha cura per le relazioni, dove posso dedicarmi ai miei affetti, al mio lavoro e alle mie passioni vivendo giornate per me piene di significato e di armonia. Ma in altre fasi della mia vita ho avuto un’idea diversa di qualità: per un periodo l’ho identificata principalmente con la crescita professionale, in altri momenti con la salute di mia figlia, in altri ancora con  l’equilibrio affettivo. Così è per tutti noi, il concetto di qualità di vita non solo è  personale ma è anche dinamico e in evoluzione.

I principali ingredienti della qualità di vita, seppur diversamente dosati in una composizione unica e personale,  generalmente sono le relazioni significative e gli affetti, la realizzazione personale, il benessere, un senso profondo di scopo e significato, l’adesione ai propri valori fondamentali.

Le pratiche filosofiche possono aiutarci, con il loro metodo specifico, a identificare e a raggiungere ciò che personalmente consideriamo ‘qualità di vita’. Ci possono aiutare mantenendo però una visione realistica, cioè riconoscendo e accettando che la vita è fatta anche di sfide, delusioni e fatiche. L’ obiettivo non è di evitare queste esperienze ‘negative’ ma di sviluppare risorse e pratiche che ci permettano di affrontarle in modo costruttivo, trovando in esse un significato profondo ed evolutivo.

Io ad esempio utilizzo spesso La Casa a colori, uno strumento simbolico che ho ideato anni fa, con cui guido i clienti a guardare alla propria vita in modo integrato e sistemico e non per ‘settori’. In molti casi, persone che inizialmente detestavano aspetti della loro realtà, come un lavoro che non potevano cambiare o impegni a cui non oggettivamente non potevano sottrarsi, hanno trovato in essi un nuovo significato, uscendo da una visione settoriale per acquisirne una più sistemica.

Ad esempio, un impiego professionale che non amiamo ma che in questo momento per varie ragioni non possiamo cambiare, può acquisire una prospettiva diversa quando riconosciamo che quello stipendio ci serve per pagare gli studi dei nostri figli, dando loro l’opportunità di una buona istruzione e di un futuro. Questo piccolo esempio evidenzia come fare chiarezza e trovare un significato possa trasformare la percezione delle difficoltà.

Questo non significa stare fermi e rassegnarsi, tutt’altro!, Il significato e la chiarezza possono darci una consapevolezza più profonda, che ci aiuta a trovare le risorse per migliorare ciò che può essere migliorato, per cambiare ciò che può essere cambiato, mantenendo una visione realistica e strategica ma nel contempo significativa e profonda della nostra situazione.

Le pratiche filosofiche possono essere un ottimo strumento per capire cosa davvero significa per noi ‘qualità di vita’, e possono essere un ottimo strumento per svilupparla e coltivarla nella nostra quotidianità, in modo personalizzato e rispettoso della nostra unicità.