Sera di Capodanno, a una festa da amici.
Alle 3 del mattino torno a casa e per raggiungere la macchina passo a piedi sul lungolago.
Un freddo intenso, -3 gradi.
Solo io, nessun altro.
Dritta sopra al lago una luna grande, incredibilmente luminosa.
E il lago illuminato di quel chiarore, eppure in un buio profondo, increspato dal vento che faceva tintinnare le corde delle barche e muovere le onde.
Mi fermo ad ammirare quella meraviglia.
E improvvisamente mi torna in mente un episodio sepolto nella memoria.
Un uomo che frequentavo all’epoca mi disse che sul ponte Carlo, a Praga, può succedere che l’anima si volti smarrita.
Anni dopo davvero mi voltai a metà del Ponte Carlo.
Anni dopo davvero mi voltai a metà del Ponte Carlo.
Era una sera gelida di gennaio.
Mi voltai e non c’era niente.
E io stanza disabitata sotto la neve, che cadeva fitta e obliqua nella controluce dei lampioni.
Solo l’eco del mio cuore, la condensa del mio respiro, tutti i sensi acuti come spine.
Rimasi ferma qualche infinito secondo.
Mi voltai e non c’era niente.
E io stanza disabitata sotto la neve, che cadeva fitta e obliqua nella controluce dei lampioni.
Solo l’eco del mio cuore, la condensa del mio respiro, tutti i sensi acuti come spine.
Rimasi ferma qualche infinito secondo.
Respiro, cuore, sguardo, ascolto.
Poi mi rincamminai stranita e turbata, la neve che scricchiolava sotto gli stivali, orme che si sono sciolte da tempo immemore e ormai non c’è più modo di capirne la direzione, se infine mi sono persa o salvata.
Poi mi rincamminai stranita e turbata, la neve che scricchiolava sotto gli stivali, orme che si sono sciolte da tempo immemore e ormai non c’è più modo di capirne la direzione, se infine mi sono persa o salvata.
Anche l’altra notte, sul lago, l’anima si è voltata.
“Sei Tu?” ha sussurrato.
Respiro, cuore, sguardo, ascolto, per qualche infinito secondo.
Poi mi sono incamminata verso la macchina, le foglie dei platani che mi scricchiolavano sotto gli stivali, la testa china, le braccia incrociate al petto, per proteggermi dal freddo, per custodire la risposta.