In questo articolo abbiamo parlato dell’arte dell’ascolto, una competenza sempre più rara in un mondo sommerso da un costante rumore di fondo, che tutto travolge e confonde.

L’arte di ascoltare davvero l’altro, prima di parlare, per entrare in una relazione rispettosa e costruttiva con il nostro interlocutore.

L’arte di ascoltare i ‘suoni’, cioè tutta la varietà del mondo sonoro naturale e musicale che ci circonda, che può donarci gioia ed emozioni profonde.

Ma c’è anche l’arte, forse la più complessa, di ascoltare se stessi e ciò che la nostra interiorità ci comunica.

In questo compito spesso difficile, anche una canzone può essere un aiuto prezioso, uno stimolo, un ponte tra il mondo esterno e il nostro mondo interiore.

Per questo anni fa ho ideato L’Illogica allegria, una canzone per ascoltarsi, un laboratorio di sviluppo personale nato dal mio amore per la musica e per le parole. Un laboratorio che è anche il mio piccolo omaggio al più grande, al Maestro, il filosofo, il poeta, il giullare, l’irriverente …l’immenso  Giorgio Gaber. 

“L’illogica allegria” infatti è il titolo di una sua bellissima, dolcissima, intensa canzone, che amo particolarmente, perché capace di farci ‘risuonare’, di interrogarci e di darci nuovi punti di vista, perché particolarmente in sintonia con il mio metodo basato sulle pratiche filosofiche e di mindfulness.

Ascoltare, esplorare, riflettere su ‘Illogica allegria’ è un modo affascinante per ascoltare, esplorare e riflettere su noi stessi. È una canzone che può dirci qualcosa di importante per la nostra vita.

E allora, usciamo per qualche minuto dal rumore indistinto, confusivo e insignificante e ascoltiamola, ascoltiamoci. Buon ascolto.

Da solo

Lungo l’autostrada
Alle prime luci del mattino
A volte spengo anche la radio
E lascio il mio cuore incollato al finestrino

Lo so
Del mondo e anche del resto
Lo so
Che tutto va in rovina
Ma di mattina
Quando la gente dorme
Col suo normale malumore
Mi può bastare un niente
Forse un piccolo bagliore
Un’aria già vissuta
Un paesaggio o che ne so
E sto bene
Io sto bene come uno quando sogna
Non lo so se mi conviene
Ma sto bene, che vergogna
Io sto bene
Proprio ora, proprio qui
Non è mica colpa mia
Se mi capita così
È come un’illogica allegria
Di cui non so il motivo
Non so che cosa sia
È come se improvvisamente
Mi fossi preso il diritto
Di vivere il presente
Io sto bene
Quest’illogica allegria
Proprio ora, proprio qui
Da solo
Lungo l’autostrada
Alle prime luci del mattino