“La gratitudine può creare circoli virtuosi di effetti positivi nei sistemi umani, nella coppia, in famiglia, nelle organizzazioni, nella società.

Quante volte, nel nostro rapporto con gli altri, notiamo solo ciò che secondo noi manca, anziché cogliere, apprezzare e ricambiare ciò che ci viene offerto? Quante volte nella coppia, in famiglia, nei luoghi di lavoro, ignoriamo la bellezza di piccoli gesti di amore, di vicinanza, di sostegno, di collaborazione? Quante volte li diamo semplicemente per dovuti e scontati? Quante volte li consideriamo delle inezie che non possono colmare la mole delle presunte mancanze?

Quante volte ci capita di riservare lo stesso atteggiamento giudicante e ingrato anche a noi stessi? Quanto ci farebbe invece bene apprezzarci ed essere riconoscenti per le nostre qualità, i nostri piccoli o grandi successi, il nostro impegno?

Quanto sarebbe più positivo per noi e per tutto il nostro sistema relazionale, esprimere apprezzamento per la presenza, i talenti, il sostegno altrui? Farebbe bene a noi, che ne ricaveremmo un sentimento di pienezza e di serenità, farebbe bene all’altro, che si sentirebbe visto e valorizzato, e farebbe bene alla relazione.

In senso più ampio, farebbe bene anche alla comunità e alla società, perché un semplice atto di gentilezza, scaturito dalla gratitudine che proviamo, può innescare una serie di gesti generosi che si diffondono e si moltiplicano. Le nostre azioni positive possono ispirare gli altri a fare lo stesso, creando cerchi concentrici di benevolenza che si propagano attraverso la rete delle relazioni. Fino a dove non possiamo saperlo, ma la catena di benefici generata dall’agire con gratitudine può essere lunghissima e ciascuno di noi può dare il proprio contributo alla sua espansione.

Il rispetto e la tutela dell’ambiente, della natura, dell’essere umano e di ogni essere vivente sono principi etici fondamentali, purtroppo non ancora e non ovunque pienamente affermati. Se imparassimo a guardare consapevolmente, potremmo sviluppare una connessione più profonda e personale con la bellezza e con la gratitudine per l’esistenza.

Quando osserviamo la maestosità, la delicatezza, la forza, la complessità della natura, proviamo un senso di meraviglia e ammirazione. Anche le opere dell’uomo, frutto del suo lavoro, del suo ingegno, della sua creatività, della sua passione, della sua ricerca, ci toccano e ci incantano, così come ogni essere vivente, con la sua unicità, ricchezza e complessità.

La consapevolezza di tutta questa bellezza e del suo effetto positivo, ci porta a un’adesione interiore autentica, a una connessione profonda e personale, e al desiderio di preservarla e proteggerla. La bellezza e la gratitudine ci portano ad assumerci spontaneamente la responsabilità di prenderci cura dell’ambiente, di noi stessi e degli altri, con rispetto autentico, poiché comprendiamo il valore e l’importanza di ciò che siamo, di ciò che sono e di ciò che ci è stato donato. In questo modo, la gratitudine diventa una forza motivante e trasformatrice, per agire con consapevolezza e cura e per sviluppare una connessione intima tra noi stessi, il mondo e le persone.

Perché tutta questa bellezza, nelle sue infinite sfumature e manifestazioni, ci riguarda personalmente.Possiamo guardarla, ascoltarla, toccarla, sentirla, viverla, con i sensi e con il cuore. Possiamo avere il privilegio di esserne i grati beneficiari e, nel contempo, i devoti responsabili.”

(Tratto da ‘Una cieca bellezza-Sguardi, cecità e meraviglie‘ di Elena Malagoli e Filippo Visentin, pag 94-97)

Il mio percorso ‘Relazioni di qualità, il segreto del ben-vivere’