Un cuore filosofico
Se c’è una pratica che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni è sicuramente la mindfulness. Una popolarità meritata, perché questa disciplina può essere veramente utile per il nostro benessere. Spesso viene associata solo a tecniche di meditazione, con le quali migliorare la propria condizione psicofisica, rilassandosi e gestendo condizioni di stress. È vero, con la mindfulness è possibile ottenere questi risultati, sicuramente importanti e utili, ma il suo potenziale è molto più ampio e significativo. Il cuore della mindfulness è di tipo filosofico e ha le sue radici nella luminosa e millenaria tradizione del pensiero buddhista. Sotto la superficie luccicante della moda e delle tecniche per il benessere, la Mindfulness, nella sua anima filosofica, è qualcosa di molto più profondo: è una vera e propria visione del mondo, è uno stile di vita.
I Sette Pilastri e la Mente del Principiante
Questa disciplina si basa su principi fondanti, detti i Sette Pilastri: Non-giudizio, Pazienza, Mente del principiante, Fiducia, Non cercare risultati, Accettazione, Lasciar andare.
Leggendoli così in sequenza potremmo percepirli come una serie di parole evocative, esotiche e un po’ zen, apparentemente prive di concretezza. In realtà sono principi con un potenziale trasformativo straordinario, capaci di vivificare profondamente molti aspetti della nostra esistenza.
È necessario però comprenderli, entrando in connessione con la loro carica di significato profondo. Solo così la mindfulness potrà uscire dal confine delle sessioni di meditazione, estendendosi nella nostra vita quotidiana, diventando un filtro attraverso cui percepire e rispondere agli eventi, dalle azioni più semplici sino alle situazioni più complesse.
Le pratiche meditative sono molto potenti quando sono connesse al cuore filosofico della mindfulness, diventano un’indispensabile forma di esercizio, approfondimento e sperimentazione di ciò che poi vivremo concretamente nella nostra vita. Senza questa connessione la meditazione rischia di essere solo un bell’esercizio per il benessere psico – fisico, sicuramente utile ma comunque riduttivo e incompleto.
Tutti i Sette Pilastri sono illuminanti e significativi ma uno mi è particolarmente caro ed è La mente del Principiante. Ne ho parlato approfonditamente nel libro Una cieca bellezza sguardi cecità e meraviglie, è il principio che utilizzo fin dal primo incontro nel percorso Una cieca bellezza, la meraviglia che nutre e che cura.
Di cosa si tratta? Si tratta di un invito a guardare tutto come se fosse la prima volta, come se fossimo, appunto, dei principianti, senza conoscenze pregresse né pregiudizi, con apertura, curiosità, disponibilità, stupore.
Forse starai pensando: ‘Tutto qui?!?’
Sì, tutto qui, ma ‘qui’ c’è veramente tutto.
La Mente del Principiante è un atteggiamento che ha bisogno di essere esercitato e coltivato, per estenderlo a tutti gli ambiti della nostra vita, sulla natura, sugli esseri viventi e sul mondo attorno a noi, sulle persone, sulle relazioni, sul nostro lavoro, su noi stessi.
Esercitando questo sguardo puro, profondo, non giudicante e amorevole, la qualità della vita e delle relazioni può esserne profondamente trasformata.
E questo è solo il primo passo, ci sono altri sei ‘pilastri’ filosofici da esplorare, da coltivare, da vivere.
Per questo è riduttivo considerare la mindfulness solo come una pratica per il benessere, è veramente molto di più: è una visione del mondo, delle relazioni, di noi stessi; è un modo di vivere, pienamente e consapevolmente.