‘Cambiamento’ è un termine molto usato e spesso abusato.
Lo si usa in politica, nelle aziende, a livello personale, per indicare uno stacco netto rispetto alle consuetudini del passato. Sembra che basti voler cambiare, con un po’ di coraggio o di arroganza, sbarazzandosi del ‘vecchio’, e il gioco è fatto.
In realtà il cambiamento è un processo estremamente complesso, e chi lo usa come facile slogan nei contesti politici, organizzativi e personali, rischia cocenti delusioni.
Cambiare è difficile, perché i sistemi umani tendono a conservare uno stato di equilibrio, persino quando non più funzionale.
Cambiare è un percorso di trasformazione che richiede conoscenza e rispetto del passato, che sia di una nazione, di un’organizzazione, di una famiglia, di un individuo.
Richiede la consapevolezza che certi fenomeni e comportamenti avevano senso in un precedente contesto, perchè in quel momento erano funzionali a precisi bisogni.
Credo che in realtà non possiamo davvero ‘cambiare’, possiamo semmai evolverci, trasformarci, con rispetto e cura per la nostra storia.
Quello che ci lasciamo alle spalle, perché non più funzionale a nuovi contesti o a nuove esigenze, va rispettato, dovremmo lasciarlo con riconoscenza per ciò che ci ha dato quando ha avuto un’utilità.
Persino i nostri lati-ombra, anche ciò che abbiamo combattuto o rifiutato ha avuto un senso e in fondo ci appartiene e ci ricorda chi siamo.
I cambiamenti che non rispettano la complessità di questo percorso, sono spesso fragili, non durevoli, o –se davvero rivoluzionari – richiedono un prezzo altissimo da pagare.
Cambiare è un po’ come se dovessimo partire per un viaggio potendo portare con noi solo ciò che ci sta in una valigia.
Ciò che lasciamo a casa non lo disprezziamo, semplicemente non ci serve per il nuovo contesto, perché dobbiamo viaggiare attrezzati ma leggeri.
Cosa mettiamo in valigia per il viaggio?
Cosa riponiamo con cura in un cassetto per ritrovarlo in altri momenti?
Cosa gettiamo in pattumiera perché ormai inutilizzabile, pur riconoscendo l’utilità che ha avuto quando ci serviva?
Non può starci tutto, ma la valigia è comunque capiente, può contenere ciò che portiamo nel cuore.